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  • Immagine del redattoreElisa Castagna

Intervista a Luca Guelfi: tra format unici e format replicabili


Incontro per la prima volta Luca Guelfi nel suo ufficio. L'ambiente parla di lui: schietto, no frills, diretto eppure estremamente attento ed accomodante.

Animo rock, indomabile spirito viaggiatore, instancabile lavoratore: Luca esprime una profonda passione per ciò che realizza, per le sue creature, ovvero i suoi locali.


Famosissimi a Milano per accogliere la créme della City - di chi la abita e di chi la frequenta - offrendo ambientazioni speciali, stimolanti nel loro rifiuto alla banalità quanto coinvolgenti ed accoglienti. Tutti diversi, eppure tutti con lo stesso spirito internazionale: mentre alcuni format nascono per essere unici, pochi sono stati concepiti per essere replicabili.


Parliamo di Canteen, locale che al cibo messicano abbina selezionata musica house, dove al tequila non si può non abbinare un passo di dance. Dove è impossibile non fare nuove conoscenze... lo stesso spirito socievole che caratterizza anche Oyster Bar: un bancone a ferro di cavallo che espone una ricercata selezione delle migliori ostriche nazionali e soprattutto internazionali abbinate a bollicine francesi.

Suoi anche Petit, il Bistro di Porta Nuova, Shimokita - il Japa-pop restaurant a fianco di Oyster- e gli ultimi nati in Costa Smeralda Big Sur e Rafael, a cui presto si affiancherà una nuova apertura a Caprera, probabilmente con una nuova insegna dal mood cicladico.

Perchè Luca è così: uno ne chiude - il vietnamita Saigon - e due ne apre. Un fiume in piena, innamorato del suo mestiere e per questo sempre alla ricerca instancabile di nuove esperienze da offrire ai suoi clienti.


In vista, oltre all'apertura a Caprera, anche un locale a Los Angeles e - se le condizioni socio-economiche lo permetteranno - anche il rilancio di un locale storico di Milano, ion Via San Marco... indovinate quale?






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